Turismo e tempo libero



Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

Photo by Marcello Pennese
Graphic processing by Vasco Maria Cleri
VMC web solution
[FSF Associate Member]

La regione Lazio è interessa al futuro di Rieti ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto   
Mercoledì 02 Febbraio 2011 13:32

La regione Lazio è interessa al futuro di Rieti ?

Care Delegate e Delegati, e Gentili ospiti
vi ringrazio per essere qui presenti, perché per noi, è un dovere ma soprattutto un onore, partecipare a convegni, in cui il tema è il futuro della nostra provincia, tutto questo a distanza di quattro anni esatti dalla grande manifestazione  Rieti centro d’Italia ma fuori dal mondo, organizzata da CGIL  CISL UIL, per mettere in evidenza la crisi della nostra provincia anche all’attenzione Nazionale con l’intervento dei tre Segretari Generali di Allora: EPIFANI,BONANNI e ANGELETTI. Oggi siamo di nuovo qui, per parlare con tutti voi, dello Sviluppo di Rieti se “la Regione Lazio è interessata al futuro di Rieti”. Perché  a tutt’oggi nulla è cambiato da quella manifestazione, purtroppo il nostro futuro e’ ancora incerto, pieno di interrogativi per i troppi problemi, a cominciare da un’industria che sta scomparendo, da un’economia locale in frenata, dalla carenze delle infrastrutture per la mobilità e  collegamenti, da un’università in fase ancora embrionale, dalla mancanza di lavoro, con 1200 lavoratori in mobilita’, 841.000 ore di  CIGO, 1150 LSU, con una crescita del PIL uguale a zero, tanto da sembrare che Rieti non sia nel Lazio, visto che è una delle regioni che cresce di più in Italia, e con una disoccupazione del 28%,  come riportato dai dati Istat forniti da Unioncamere.
Diciamo che siamo ad un punto di non ritorno e quindi o il Governo centrale e quello Regionale danno la loro disponibilità ad investire su Rieti o questa provincia, ma soprattutto questa città sarà destinata a morire,infatti siamo caratterizzati da 2 realtà, nel territorio della sabina ci sono le luci per il futuro, mentre nel reatino, nel cicolano, nel turano e nel velino c’è il ristagno e addirittura il peggioramento delle condizioni economiche.

Ma se la situazione economica-industriale a livello nazionale è grigia, a Rieti è certamente nera.

L’analisi deve iniziare dall’isolamento in cui si trova Rieti dal punto di vista delle vie di comunicazioni. Rieti è una delle poche province in Italia che non ha una ferrovia, leggasi collegamento con Roma, che non ha un collegamento veloce con la rete autostradale e, quindi, che non ha un collegamento agevole e veloce con gli aeroporti romani.
L’isolamento nelle vie di comunicazione va messa alla radice di tutti i problemi in quanto qualunque altro da questo ne risulta amplificato, deve essere ancora completato il tratto Rieti- Torano ,è scandaloso infatti che un tratto di  strada di 11 km sia fermo e lasciato in sospeso  da 20 anni. Bisogna completarlo subito.
Allora  se “la Regione Lazio è interessata al futuro di Rieti”, occorre un impegno preciso, con tempi e risorse certe ed adeguate, da parte  della Regione e del Governo, per realizzare,finalmente un  collegamento con Roma sia ferroviario che stradale. Mentre per la ferrovia esiste un progetto definitivo ed un assegnazione di finanziamento di 90 milioni di euro da parte del CIPE, per la salaria sul DPEFR erano stati messi a disposizione 60 milioni  di euro dal 2006 e portati a 100 grazie a CGIL CISLE UIL del Lazio,riportati poi a 60, di fatto così non servono a niente e a nessuno, per un infrastruttura che è Prioritaria ed Indispensabile. Bisogna Subito riportarli a 100 milioni.
Le due opere, che non sono alternative l’una all’altra, ma noi riteniamo, per tante ragioni prioritaria la Salaria, allora la Regione e il Governo devono mettere a disposizione in tempi brevi massimo entro il 2011, i fondi per il finanziamento totale dell’intera opera, allora potremo dire che il futuro di Rieti realmente interessa  senza però attendere altri 15 anni per la progettazione.

La situazione a Rieti dicevo è marcatamente nera anche perché possiamo dire che non c’è più il settore industriale.
La crisi ha inizio con la scomparsa della cassa del mezzogiorno e ha due radici:
1)    la carenze delle vie di comunicazione, come appena detto;
2)    l’incapacità di radicare nel territorio il tessuto industriale e di sviluppare fattori di convenienza per attrarre gli investitori.
Si è passati così nel comparto industriale da oltre 8000 addetti con contratto a tempo indeterminato nel 1993 a meno di 2500 oggi e con due aspetti da evidenziare: il primo è che la fisionomia delle aziende presenti nel nucleo industriale oggi è completamente stravolta rispetto all’inizio degli anni 90’.  La più grande vertenza industriale che dura ormai da otto anni è quella della: Alcatel/Ritel.

La vertenza si è chiusa, dopo 3 anni, con la firma di un protocollo d’intesa a luglio 2006, anche da parte del Ministro dello Sviluppo Economico e del Governatore della Regione Lazio, protocollo che prevedeva il passaggio dello stabilimento produttivo da Alcatel a Ritel e la realizzazione di un consorzio per la parte di Ricerca e Sviluppo tra Alcatel, Finmeccanica e la stessa Ritel.
Per dar peso all’assetto societario di Ritel si è previsto l’ingresso nel pacchetto societario di Alcatel/Alenia Space e delle finanziarie Sviluppo Italia e Filas. La regione da parte sua ha garantito l’estensione del Distretto dell’areospazio anche su Rieti per portare nel consorzio di Ricerca e Sviluppo quelle attività sullo spazio, vedasi Galileo Test Range, in cui Finemccanica ha un ruolo molto importante.
Ad oggi, stando alla recente riunione del 20 Gennaio scorso al Ministero dello Sviluppo Economico,  nulla è stato fatto di quanto previsto nell’accordo di Luglio e soprattutto nulla si sa del futuro e dell’arrivo di Finmeccanica a Rieti, sia direttamente  sia indirettamente circa le commesse Ritel. Intanto i lavoratori sono in CIGO con lo spettro della liquidazione dell’azienda. Con questo scenario a fine Febbraio avremo altri 300 lavoratori in mobilità.

Da tempo CGIL CISL e UIL hanno lavorato e detto che l’unica strada per far uscire dal coma ciò che è rimasto dell’industria reatina e per un suo rilancio è quella del parco scientifico e tecnologico. Ma badate questo ente non deve fungere da locale cassa del mezzogiorno e sostanzialmente dare ossigeno a un paziente in coma. Deve essere un fattore di discontinuità rispetto al passato, deve essere parte attiva di un nuovo sistema per Rieti e deve essere il fondamentale raccordo tra la regione – leggasi finanziamenti Europa, l’università e la locale impresa. Dobbiamo fare oggi quello che non è stato fatto nel passato: creare le condizioni di convenienza per attrarre investitori.
Se la Regione Lazio è interessata al futuro di Rieti,allora occorre definire  modalità e risorse affinché il Parco Scientifico possa diventare l’attore principale del domani di questa provincia e non essere un contenitore vuoto come è oggi.
Vorrei evidenziare un altro problema di estrema importanza.

La crisi dell’industria e la diminuzione del numero  di redditi fissi e certi, ha ovviamente portato ad un forte rallentamento dell’economia locale e quindi ad una crisi anche nel commercio e nell’artigianato.

Ma cosa ancor più grave è che la mancanza di lavoro sta da anni spingendo i nostri giovani a trasferirsi in altre province, facendo di Rieti una delle province con età media più alta di Italia.

Siamo impegnati,in questo momento particolare, alla difesa e sviluppo del nostro territorio ma anche attenti alle problematiche dei pensionati. Non vorremmo,infatti, che in una fase di stagnazione economica, le fasce più deboli della popolazione e tra queste sicuramente quella dei pensionati, abbiano a soffrirne in misura maggiore. Accanto quindi alla tutela dei lavoratori attivi,  siamo a fianco ai pensionati per garantire a chi ha lavorato tutta una vita, una vecchiaia dignitosa.

Ma la crisi, assume proporzioni sempre più ampie, infatti sia per la fuga dei giovani e la diminuzione delle famiglie, sia per fattori non locali, come le misure economiche del governo o delle società o enti nazionali, anche nel settore pubblico e in quello dei servizi si ha una forte diminuzione dei posti di lavoro.

A cominciare  di quanto è legato alla scuola a Rieti dobbiamo evidenziare alcune questioni delle quali si sarebbe dovuto occupare la politica, e che discendono da decisioni di livello nazionale e    da scelte fatte a livello provinciale e poi regionale.
La prima, il taglio degli organici, si inserisce negativamente  in un quadro occupazionale già depauperato  pesantemente da una crisi profonda, aggravandolo ulteriormente con una perdita secca di circa 400 posti di lavoro in un triennio.  Tanto ha stabilito la finanziaria di giugno 2008!
Altra questione è quella legata al dimensionamento della rete scolastica: l’aver subito, nell’ultimo anno scolastico, un taglio secco di sette autonomie, con conseguenti accorpamenti di scuole diverse, è stata senza dubbio una perdita importante. Ma è  anche conseguenza di una politica attenta a interessi di campanile che  nel lungo periodo, e specialmente in tempi di vacche magre, ha determinato decisioni, che noi non condividiamo - per i pesanti risvolti occupazionali che genera -  ma che sono però inevitabili.

Continuando poi dalla chiusura di alcuni uffici finanziari, dal catasto, la razionalizzazione dei costi dei governi degli ultimi anni ha avuto come conseguenza il trasferimento fuori dalla nostra provincia di molti di questi uffici, tra cui  anche la sede della Banca d’Italia.
La diminuzione dei posti di lavoro si è avuta anche nei servizi se pensiamo a Poste Telecom ed Enel  che ha avuto una riduzione del personale del 60%.

Scippata anche  Sanità.Sempre più povera la provincia di Rieti

“L’ultimo decreto firmato dal commissario Polverini, lascia un segno pesante e irreversibile nella sanità reatina,  per dirla con le parole del decreto dispone la riconversione del presidio di Magliano S. e di Amatrice in ospedale distrettuale (tipo b e a ). Per Magliano si tratta della chiusura dell’ospedale per trasformarlo in un  distretto sanitario senza P.S. con sole prestazioni ambulatoriali e assistenza infermieristica, con dismissione attività per acuti, a tutto vantaggio dell’osp. Di Civita Castellana che ovviamente Rimane grazie alle scelte della politica e chiusura di Magliano.”
Brava presidente Polverini, ricordiamo tutte le sue promesse e non ne ha mantenuta nessuna.
E l’Osp di Amatrice?  “chiusura con l’elicottero”, e 8 posti di geriatria,  e ricordiamo ai cittadini che l’elicottero trasporta pazienti ma non li cura e vola solo in condizioni meteo e di visibilità buone, ma non finisce qui; anche all’ ospedale S.Camillo de Lellis ci si è divertiti a Tagliare posti letto pizzicando in diversi reparti con criteri da estrazione del lotto.
E per  il futuro la nostra Presidente sfodera possibili autorizzazioni per riabilitazione per acuti e posti in RSA , se tutto va bene e i bilanci tornano ovviamente, Brava presidente ma di promesse ce ne ha fatte abbastanza, non ne faccia più perché abbiamo il sospetto che alla provincia di Rieti portino jella.
I cittadini della nostra Provincia sono indignati per come viene trattato il territorio Reatino, siamo pronti a proteste  per difenderci, per tutelare la nostra Salute.
Inserita nella macroarea  4 insieme a policlinici universitari e grandi ospedali che sono tutti nella intasata Roma capitale, nel perimetro di pochi chilometri, una soluzione adottata, quella delle macroaree ogni qualvolta si vuole insabbiare un problema per farlo digerire alla popolazione.
Se questo piano venisse attuato, stimiamo una perdita di 200 unità lavorative compreso l’indotto, altri nostri concittadini che saranno costretti alla maratona giornaliera dei già tanti pendolari.

Cambiare il decreto con la protesta e con le proposte si puo’ e si deve fare insieme con tutte le forse che credono nel nostro territorio.
Inoltre Come sapete  i tagli delle risorse, il blocco delle assunzioni, la reinternalizzazione dei servizi, la stabilizzazione dei precari, e non ultimo il mutuo da pagare al governo (circa 1 milione di euro al giorno) oltre il deficit di 50 milioni di euro nella ASL Reatina, al quale vogliamo dei chiarimenti ben precisi, che grava per intero sui cittadini di questa regione ed in particolare sui dipendenti della sanità, che oltretutto sopportano quotidianamente i disservizi dovuti alla carenza di personale.
Il sindacato sta cercando di difendere il diritto alla salute e  gli operatori

della sanità che sempre più spesso vengono additati e individuati come “il male” e la

causa di tutti i problemi del servizio sanitari pubblico.

Con questo scenario possiamo certamente dire che i reatini sono diventati più poveri, perché i lavoratori  sono più precari e meno pagati. Su 10 nuove assunzioni 8 sono precari, per questo non si produce più ricchezza,  perché manca una politica economica industriale che invece è stata lasciata al   mercato.
Solo 1/3 delle imprese pensano a reinvestire e svilupparsi, mentre 2/3 pensano che si deve solo lavorare senza rinnovarsi e reinvestire. Bisogna che si torni  a fare una seria politica industriale ed economica. Abbiamo bisogno di ridistribuire la ricchezza, è fondamentale per l’economia, perché la politica dei sacrifici ci fa ottenere ancor più povertà.

Abbiamo diverse strade su cui lavorare per rilanciare il sistema Rieti, ma ritengo che noi tutti siamo d’accordo su una cosa, che per riaccendere il motore dell’economia occorre far ripartire l’industria, come ripetuto piu’ volte dal Presidente del CENSIS il Prof. De Rita, addirittura anche i prodotti locali hanno bisogno di industria.
Ed oggi per rilanciare l’industria esiste solo una via, quella della ricerca e dell’innovazione.
In questo le istituzioni hanno il ruolo centrale e fondamentale, infatti esse non devono più applicare cerotti, per ogni singola vertenza, ma pensare a curare la malattia del nostro territorio creando quelle situazioni di convenienza che spingano ad investire qui piuttosto che altrove.

Occorre stabilire regole per evitare una pratica di finanziamento non più accettabile, regole che vincolino le imprese a comportamenti etici rispetto alla loro responsabilità sociale e produttiva e
soprattutto riformare il sistema creditizio.

Noi per affrontare queste emergenze avevamo individuato e chiesto da anni innanzitutto il  riconoscimento dello stato  Di Crisi. Ma ad oggi non c’è.  Il problema però di come rendere competitivo investire su Rieti continua a porsi.

Possiamo concludere questa breve analisi, dicendo che a Rieti si è avuta e si ha una diminuzione dei posti di lavoro, che spinge i giovani ha cercare fortuna in altre province, soprattutto a Roma  e di conseguenza l’età media aumenta più della media nazionale.
Occorre  subito un‘ inversione di tendenza per impedire che questa città muoia. Al di la delle risorse delle risorse che possono e debbono venire dalla Regione e dal Governo, riteniamo che vadano sfruttate e colte le opportunità proprie del territorio .

Rieti ha molte risorse preziose, dall’agricoltura al turismo, e alcune non sono neanche sfruttate, una su tutte l’acqua, la piu’ grande ricchezza del nostro territorio.
Secondo me l’acqua è il Petrolio Bianco del futuro e potrebbe rappresentare la salvezza di tutto il territorio e diventare la principale industria della nostra provincia, in quanto Lo sviluppo economico e sociale di un territorio non è realizzabile senza la disponibilità di acqua.

Le risorse idriche, non sono soltanto necessarie al mantenimento della vita e dell’ambiente, ma giovano anche allo sviluppo dell’agricoltura e dell’industria e di altri servizi produttivi.

Per garantire lo sviluppo sostenibile di un territorio, è necessario, sicuramente, utilizzare  al meglio la risorsa “acqua”.
Troppe volte, ci si interroga, su quali siano le scelte che questa provincia deve fare. A noi è ben chiaro.  Se si vuole dare uno sviluppo davvero sostenibile, importante e  duraturo  è necessario valorizzare le risorse naturali presenti, a cominciare quindi dalle Acque.

Sono pertanto indispensabili programmi in grado di fornire concrete opportunità  alle realtà locali e l’impegno della Regione Lazio alla valorizzazione di questi luoghi.

Dicevamo acqua come risorsa primaria è oggi di un grande valore economico, per questo non è sufficiente per Noi  parlare di un canone di nolo da parte dell’ACEA o di un rimborso forfettario per gli anni passati per l’utilizzo dell’acqua della Sorgente  del Peschiera.

Consentire nel silenzio, che anche questa risorsa venga sfruttata da altri a danno della nostra provincia, sarebbe l’ennesima beffa e la dimostrazione che molti hanno le mani sporche d’acqua. E proponiamo di fare una manifestazione sul luogo dove nasce questa ricchezza; alle sorgenti del Peschiera e le Capore.

Noi chiediamo nuovi progetti per lo sviluppo provinciale nel rispetto della natura, la definizione di un nuovo piano ambientale e compatibile  che si rivolga verso il territorio che guardi ad un economia basata sull’ambiente

Chiediamo quindi investimenti nel settore ambientale della nostra Provincia dove si creino centri per la formazione professionale, per la ricerca, la protezione  e la conservazione delle risorse ambientali e sosteniamo lo sviluppo del Parco del Terminillo, che può  rappresentare fonte di sviluppo turistico. Altre regioni lo hanno già fatto come l’Abruzzo o la Val D’Aosta. A questo proposito è di primaria importanza l’annosa vicenda degli impianti di risalita da realizzare sul versante Nord del Terminillo. Bisogna quindi che la Regione si impegni concretamente a togliere i vincoli ambientali e a permettere la realizzazione del progetto. E’ ora di dare al Terminillo e a  questo territorio la possibilità di svilupparsi senza se e senza ma.

La Provincia di Rieti per la morfologia del territorio e le possibilità idriche che offre resta senza dubbio, tra le più importanti del Lazio, anche in tema di produzione Energetica, sono infatti presenti le centrali elettriche ad energia  idrica che intercettano fiumi e sfruttano bacini per aiutare la nostra Regione e anche il nostro Paese a sostenere il carico di fabbisogno energetico necessario e richiesto.

Ci piacerebbe avere nelle nostre terre, magari nelle cave sfruttate e abbandonate, delle centrali solari o anche industrie che possano produrre tecnologie e impiantistiche  per la produzione di energie rinnovabili.

Occorre pertanto  una politica Determinata nel settore delle fonti rinnovabili  da parte della regione Lazio a candidare Rieti con una Missione Esclusiva per lo sviluppo dell’energia pulita che comporta ricadute positive in termini occupazionali, sociali ed economici, così come dimostrano le felici esperienze di alcuni Paesi Europei che hanno saputo utilizzare al meglio le potenzialità offerte dall’energia verde. Le responsabilità devono investire tutti e quindi direttamente anche gli Enti e Parlamentari Locali, per far uscire una provincia da una crisi irreversibile,dando prospettive certe e future.

Rispetto al tema dei rifiuti, a seguito delle linee di indirizzo della Regione Lazio, chiediamo alla Provincia di avviare un Tavolo di confronto per raggiungere un programma che attui il ciclo integrato dei rifiuti, con lo scopo di rendere il territorio provinciale di Rieti autosufficiente, e per centrare l’obiettivo, del 50% di raccolta differenziata, in tutti i comuni nel 2013.

In avvio di conclusione, ritengo che questi sono alcuni dei punti che riteniamo prioritari per lo sviluppo di Rieti contenuti in un documento “Patto per lo sviluppo socio-economico della Provincia di Rieti”, datato Settembre 2006 dove sono stati individuati circa 45 punti d’intervento corredati da 15 schede e realizzato grazie al coinvolgimento di tutte le forze economiche, sociali, produttive e dalle principali Istituzioni Pubbliche, che riassume molto bene i problemi e le urgenze da affrontare nella nostra provincia. Ad oggi tutto è rimasto fermo al documento.
Allora noi chiediamo che s’intervenga su queste priorità che sono il minino indispensabile del Fabbisogno per far ripartire questa provincia. E fra queste, per tornare a Noi, evidenziamo il tema del recupero delle Aree exIndustriali per trasformare la Città di Rieti in vero e sentito Capoluogo di Provincia e, vista la vicinanza con Roma creare una vera sinergia con la capitale per cogliere una ulteriore opportunità di sviluppo.
Mi rendo conto che l'Italia soffre alcune carenze a livello strutturale; un sistema economico come il nostro, basato prevalentemente, sulla piccola impresa, non favorisce certo, quei grandi investimenti in ricerca e sviluppo, di cui ci sarebbe bisogno. Ma soprattutto, il luogo dove si fa ricerca, l'Università, e quello dove la ricerca dovrebbe dare i suoi frutti producendo innovazione, l'Industria, ma essi rimangono due mondi separati. Invece di collaborare creando dei poli territoriali di innovazione e sviluppo, come avviene un po' in tutti i paesi sviluppati del mondo, ricercatori ed imprenditori procedono ciascuno per la propria strada come due rette parallele.

Noi chiediamo che venga posta maggiore attenzione sull’università Reatina  sia attraverso il decentramento dei corsi universitari sia  con la realizzazione di specifici corsi di nicchia che rispecchino le particolarità e le caratteristiche della nostra zona, in modo tale che i nostri giovani rimangono nel territorio senza ulteriori aggravi di costi. Non so se la Regione Lazio è interessata ancora al futuro di Rieti, ma se vogliamo tentare di invertire quel processo di involuzione globale occorre realizzare subito l’ infrastrutture ( SALARIA ) per toglierci dall’isolamento e dei  centri di eccellenza per l’innovazione e soprattutto tentare di far convergere il mondo dei ricercatori e quello dell’industria.
Noi non possiamo più aspettare, non vorremmo che nel 2015 parlassimo ancora delle stesse cose.

Basta con il Dire è arrivato il momento dell’Agire. Serve una classe dirigente nuova, innamorata della sua Città , del suo territorio, meno timida , meno trasversale e più unita, meno sprecona e soprattutto moralmente attenta. Cambiare è possibile, ma bisogna crederci fino in fondo. Noi ci crediamo ed è per questo che auspichiamo che la politica locale,si metta a disposizione dei cittadini e non viceversa e torni con una presa di coscienza e un atto di orgoglio , ad aprirsi ai tanti problemi reali di questa provincia incominciando a tutelare e difendere il diritto alla salute e il lavoro. Da parte nostra noi vogliamo essere protagonisti attivi e non passivi di questo cambiamento e se serve, (e sinceramente pensiamo che non ci siano grandi alternative), siamo disposti ad assumerci direttamente le nostre responsabilità per un cambiamento culturale che sia più incisivo e determinante per il bene di tutta la popolazione, perché non accettiamo  più  che i sacrifici dei cittadini si traducano sempre e solo  in privilegi x la politica.

Allora si potrà dire che lo sviluppo di Rieti interessa ancora per  essere al Centro del mondo.

Attivi di CGIL CISL UIL  sala consiliare della provincia di Rieti.

Relazione di Alberto Paolucci

Rieti 26 gennaio 2011

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Febbraio 2011 13:07