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DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA DEI QUADRI SINDACALI CISL - UIL 21 MAGGIO 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto   
Martedì 24 Maggio 2011 13:41

DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA  DEI QUADRI SINDACALI  CISL -  UIL 21 MAGGIO 2011

SUBITO LA RIFORMA FISCALE
RIDURRE SPRECHI E COSTI DELLA POLITICA
UNA LEGGE QUADRO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA MISURE PIU’ EFFICACI PER LAVORO E SVILUPPO
RAFFORZARE  LA  CONTRATTAZIONE  NEL  SETTORE  PRIVATO  E  NEL  PUBBLICO IMPIEGO


Il  sindacato  confederale  italiano,  per  contrastare  sul  piano  sociale  gli  effetti  della  crisi  finanziaria, economica e produttiva che ha colpito il Paese,  è impegnato a proseguire nell’azione svolta  in questi anni  attraverso una continua negoziazione con il Governo, le Regioni e le rappresentanze datoriali, sostenuta dalla partecipazione e dalla mobilitazione sociale:

-   per tutelare l’occupazione, attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali e le politiche attive per il lavoro
-  per salvaguardare, nell’ambito del bilancio pubblico fortemente vincolato dall’Europa  alla riduzione del deficit, le fondamentali politiche sociali pubbliche: istruzione,  sanità, assistenza, previdenza ..
-    per  dare piena attuazione alla riforma della contrattazione collettiva, con il rinnovo dei Ccnl e con lo sviluppo, ora, della contrattazione decentrata collegata alla crescita e alla redistribuzione della produttività alla maggiore qualità del lavoro, all’attrazione di nuovi investimenti produttivi.

Sono stati raggiunti risultati importanti con l’inclusione nell’ambito della tutela sociale di molte aree del mondo  del  lavoro  prima  escluse.  Si  sono  evitati  i  licenziamenti   nelle  aziende  e  nei  settori  in  crisi realizzando  molti  accordi  per  il  rilancio  industriale  e  produttivo.  Sono  stati  rinnovati  oltre  cinquanta contratti nazionali di lavoro e si è ottenuta da tre anni la detassazione al 10% del salario di produttività. Nel settore pubblico sono state salvaguardate le retribuzioni  rispetto alle decurtazioni avvenute in altri Paesi europei ed è stato negoziato, pur in presenza di un blocco dei contratti nazionali fino al 2013, l’impegno delle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli a realizzare la contrattazione decentrata.
Si  è  avviata   una  stabilizzazione  del  personale   della  scuola,  con  un  primo  importante  risultato  di 65.000  immissioni in ruolo.
E’ NECESSARIO ORA FARE DI PIU’

PER  LA RIFORMA FISCALE  SUBITO, CON UNA NUOVA LEGGE

Si  chiede  al  Governo  una  nuova  legge  per  la  riforma  fiscale,  come  previsto  nel  PNR,  con  una riduzione  dell’imposizione su lavoro, famiglie e  imprese virtuose, contemplando:
•    una sensibile riduzione della tassazione su lavoratori e pensionati con l’incremento delle detrazioni e con la diminuzione graduale delle aliquote;
•    un forte sostegno alla famiglia con l’erogazione del Nuovo Assegno Familiare (NAF), più cospicuo, semplice,  universale  e  regolare  in  sostituzione  delle  attuali  detrazioni  e  dell’assegno  al  nucleo familiare;
•    un  fisco  premiale  per  le  imprese  socialmente  responsabili  che  favorisca  l’occupazione  e  gli investimenti.
•        va evitato che l’attuazione a regime del federalismo fiscale si traduca in aumenti della pressione fiscale  per  lavoratori  e  pensionati,  anche  utilizzando  lo  strumento  delle  deduzioni/detrazioni garantendo la progressivita’ del sistema tributario locale.
•    una carta dei servizi fiscali che,  in  concomitanza con  il percorso verso  il federalismo aumenti la trasparenza tra fisco e cittadino.

Occorre contestualmente aumentare il peso del fisco su coloro che fino ad oggi hanno goduto di un regime di favore con:
•    l’incremento  della  lotta  all’evasione  fiscale,  tramite  il  potenziamento  dell’utilizzo  della  moneta elettronica e della tracciabilità, il nuovo redditometro, la tenuta di conti dedicati e l’introduzione di meccanismi di contrasto d’interessi venditore-compratore;
•    una  maggiore  tassazione  delle  rendite  e  della  speculazione,  con  l’incremento  ai  livelli  europei dell’imposta sostitutiva sui rendimenti di natura finanziaria, ad eccezione di quelli derivanti dai titoli di Stato, e l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie internazionali;
•    l’incremento delle imposte sui consumi pregiati.

PER  LA  RIDUZIONE  DELLA  “CATTIVA”  SPESA  PUBBLICA  (SPRECHI,  INEFFICIENZE,  COSTI DELLA POLITICA)

Per  finanziare  la  riforma  fiscale,  per  liberare  risorse  pubbliche  da  reinvestire  nello  sviluppo,  per migliorare  la  gestione  dei  servizi  pubblici  nazionali  e   territoriali,  è  fondamentale  ridurre  la  “cattiva spesa pubblica” , contrastando sprechi ed inefficienze e riducendo i  costi della politica.

Fatti   salvi   i   costi   della   democrazia,   necessari   in   un   modello   istituzionale   rappresentativo   e partecipativo,  chiediamo  le  seguenti  riforme  di  sistema,  per  razionalizzare  risorse  e  competenze, evitare sovrapposizioni e diseconomie, combattere inefficienze, sprechi, duplicazioni, ritardi relativi al funzionamento degli apparati pubblici:
•    riduzione del numero dei componenti degli organi esecutivi, parlamentari e consiliari a tutti livelli allineandoli alla media degli altri paesi della Unione  Europea,  in rapporto alle reali funzioni delle singole istituzioni .
•    riduzione dei livelli istituzionali e amministrativi anche attraverso il superamento  delle province, in previsione    della  istituzione    delle  città  metropolitane.  Bisogna  inoltre  realizzare  rapidamente l’aggregazione  dei comuni  al di sotto  dei  5000  abitanti    e  definire  vincoli   piu’  stringenti per    l’ associazionismo dei  comuni per la gestione dei servizi tramite convenzione.
•    favorire il processo  di riaggregazione delle aziende pubbliche per renderle competitive nel mercato dei servizi pubblici per favorire economie di scala anche  attraverso il rilancio di una vera politica di liberalizzazione    salvaguardando  l’  universalità  dei  servizi  stessi  e  garantendo  tariffe  sostenibili, assicurando  forme  di tutele  contrattuali ed  occupazionali per  i  lavoratori coinvolti dai processi  di liberalizzazione.

Occorre che le economie da operarsi sugli sprechi delle pubbliche amministrazioni vengano, in misura significativa,   reinvestite   nel   settore   pubblico   per   la   qualità   del   servizio,   l’incentivazione   della produttività ed il riconoscimento del merito, dando piena attuazione agli strumenti previsti dall’Intesa del 4 febbraio per ridisegnare un nuovo e più coerente sistema di relazioni sindacali e rilanciando la contrattazione di secondo livello.

PER UNA LEGGE QUADRO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Le  misure  ad  oggi  adottate  dallo  Stato  sulla  non  autosufficienza  (2.800.00  di  cittadini  coinvolti, soprattutto  anziani,  in  base  ai  dati Istat)  ad  eccezione  della  legge  328/2000  e  dei  provvedimenti  in
materia  di  livelli  di  assistenza  sanitaria  e  sociosanitaria  (DPCM  29  novembre  2001),  sono insufficienti e non organiche.
Cisl e Uil, unitamente alle  Federazioni  dei Pensionati richiedono con forza  un sostegno stabile e certo  alla  non  autosufficienza, attraverso misure organiche e uniformi su tutto il territorio, attraverso una legge-quadro nazionale che preveda:
•    la   determinazione   da   parte   dello   Stato   dei   livelli   essenziali  per   la   non   autosufficienza,   in concomitanza  con  la  definizione    dei  livelli  essenziali  previsti  dalla  Costituzione  (articolo  117, comma 2, lettera m)  e dei corrispondenti diritti esigibili da parte dei cittadini in attuazione del decreto sul federalismo fiscale.
•    un "modello completo" di intervento per le persone  non  autosufficienti,  evidenziando  i diritti dei beneficiari, la loro concreta esigibilità e i compiti degli attori che devono offrire i servizi previsti dai livelli essenziali.
•    l'adozione  di  un  Piano  Nazionale  per  la  non  autosufficienza,  che  articoli  le  caratteristiche  e  i requisiti  delle  prestazioni  sociali  da  garantire  con  i  livelli  essenziali  in  tutto  il  territorio  nazionale, nonché  i  parametri  e  gli  indicatori  qualitativi  e  quantitativi,  per  la  verifica  della  loro  attuazione  in rapporto ai finanziamenti erogati.
•    l'istituzione  di  un  Fondo  Nazionale,  con  copertura  da  parte  dello  Stato,  che  assicuri  parità  ai cittadini nel godimento dei diritti civili e sociali (articolo 117 della Costituzione), mentre spetterà poi alle Regioni disciplinarne l'erogazione e integrarne le quantità e gli enti locali ne cureranno l' attuazione nell'ambito delle proprie responsabilità e competenze.

PER IL LAVORO E LO SVILUPPO

E’ necessario:
•    Dare piena attuazione all’accordo Stato Regioni sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro,   per  il  reimpiego  dei  lavoratori  ancora  in  Cassa  Integrazione,  con  la  riqualificazione professionale, migliorando l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro;
•    Mettere in  campo nuovi strumenti per l’occupazione,  in particolare  per i giovani  con    la riforma dell’apprendistato, per le donne con la revisione del contratto d’inserimento e più in generale con  il credito d’imposta per le nuove assunzioni al Sud.
•    Questi strumenti, dopo la positiva presentazione da parte del Governo del Decreto Sviluppo vanno ora resi rapidamente  operativi,  unitamente all’attuazione  degli interventi per favorire investimenti delle  imprese nella ricerca, con  l’assunzione  di giovani ricercatori.  La  riforma dell’apprendistato, cosi’  come  convenuto,  va  accompagnata  con  interventi    normativi  nazionali  e  regionali  volti  a diminuire l’abuso e l’utilizzo, oggi fortemente distorto, di forme di lavoro come i tirocini/stages, le partite iva fittizie e le collaborazioni a progetto.
•    Stimolare  la  crescita  dell’economia,  con  strumenti  che  permettano  il  pieno  utilizzo  dei  Fondi nazionali  ed  europei   per  il  Mezzogiorno  concentrandoli   sulla  realizzazione  delle  infrastrutture materiali ed immateriali e sui crediti d’imposta per nuovi investimenti e lavoro.

Bisogna accelerare l’utilizzo di tutte le risorse disponibili per realizzare le opere pubbliche prioritarie per  la  viabilità  e  il  territorio,  gli  investimenti  nella  rete  energetica  (rigassificatori,  carbone  pulito, rinnovabili) e  ambientale, nel settore delle costruzioni.
Va  promossa  una  politica  industriale  che,  con  priorità  alle  situazioni  di  crisi  settoriali  ed  aziendali, favorisca nuovi investimenti innovativi.
Complessivamente  si  possono  investire  per  i  prossimi  tre  anni  risorse  pari  ad  un  punto  di  PIL  (15 miliardi) all’anno che darebbero un contributo fondamentale per aumentare il tasso di crescita del PIL, oggi fermo all’1%.
Roma, 21 maggio 2011

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Maggio 2011 13:41