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Destinazione di risorse economiche alla previdenza integrativa del personale della Polizia Municipale di Rieti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 26 Marzo 2010 17:32

vigileHo  letto gli articoli di questi giorni , pubblicati sui giornali locali, circa la corrispondenza che ha interessato i rappresentanti sindacali  Bianchetti (Cisl Fp) e Ciccomartino (Fp Cgil ) contrapposti al Comune di Rieti ed alla Polizia Municipale , per cio’ che concerne la destinazione di risorse economiche alla previdenza integrativa del personale della Polizia Municipale di Rieti mascherate da principi di meritocrazia, perseguimento degli obiettivi e produttivita’, termini largamente abusati e poco spesso applicati in maniera aderente alle norme.

 

Posto la mia assoluta contrarietà a tale operato, sia da cittadina da sindacalista e da tecnica della materia  essendo incardinata presso l’Area III della Prefettura di Rieti che tratta il sistema sanzionatorio derivante da violazioni delle norme del Codice della Strada , in quanto ingenera un globale irrigidimento  delle singole libertà individuali senza affrontare i problemi connessi alla circolazione  (corretta prevenzione – corretta  educazione civica –  corretto utilizzo alternativo di servizio trasporto pubblico ) ed al benessere sociale della comunità con perseguimento di equilibrio e garanzia dei diritti  civili  (lavoro – salute – equita’ retributiva – equita’ fiscale ) da fornire ai cittadini costantemente e che non puo’ e non deve trasformarsi in attività  repressiva quand’anche non sia anche persecutoria, vorrei rappresentare la posizione della Segreteria della UIL PA di Rieti  che comprende il personale del pubblico impiego del Comparto Ministeri che svolge da  sempre le attività connesse al sanzionamento  amministrativo .

 

Senza dimenticare le Forze dell’Ordine Statali che operano su strada in maniera molto professionale, mi preme parlare,  in tale circostanza, del Personale dell’Amministrazione Civile del Ministero dell’ Interno che presta servizio negli uffici periferici situati nelle province italiane  (Prefettura e Sezione Polizia Stradale) ,  che trattano, nei  vari aspetti ed in particolare connessione con l’art. 203 della Legge 285/1995,  e successive modificazioni , la materia dei ricorsi amministrativi  che puo’ espletare il cittadino davanti al Prefetto, competente per territorio  avverso ai verbali elevati dalle  Forze dell’Ordine ( compresi quelli delle Polizia Locali ) ed incaricati di svolgere attivita’ di controllo finalizzata alla sicurezza stradale, di quello del Ministero di Grazia e Giustizia che, negli uffici preposti , cura  il ricorso che puo’ espletare il cittadino davanti al Giudice di Pace competente per territorio (ed ai successivi organi giurisdizionali ) , secondo l’art.204 bis della suddetta normativa, senza trascurare il personale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che  tratta tutte le attività di regolarità delle caratteristiche dei veicoli delle loro revisioni ovvero dell’emissione dei documenti di guida , e non da ultimo il personale dell’ACI  a cui pervengono tutti i dati relativi alla variazione della  proprietà’ dei mezzi in circolazione.

A tutto questo personale, che sovrintende una molle di lavoro enorme rispetto alle risorse umane presenti, non deriva, si ripete non deriva  alcun  ulteriore  beneficio economico aggiuntivo poiché non viene riconosciuto sotto alcuna forma dal  CCNL del Comparto Ministeri, almeno al momento,   pur trattando,  in senso assoluto e primario, la materia del Codice della Strada prevista tra le ordinarie attivita’istituzionali  degli  Ufficiin parola ed avente natura obbligatoria.

In tal senso,  si specifica che i  proventi delle multe rientrano nel Bilancio dello Stato  e sono riutilizzati, ex art 208 del Codice della Strada,  in quanto  tale normativa  prevede specificamente  l’utilizzo delle risorse per a)finanziamento  delle attività connesse  all’attuazione del Piano di Sicurezza Stradale ed al Ministero delle Infrastrutture per diffusione del concetto di sicurezza ed educazione stradale b) sempre al Ministero delle Infrastrutture nella misura del 20% per studi e ricerche sulla sicurezza del veicolo c) al  Ministero dell’Istruzione per favorire l’impegno della scuola  nell’insegnamento dell’educazione stradale.

Al comma 4 del medesimo articolo,   viene prevista una quota pari al 50% dei proventi  che viene devoluta e successivamente destinata  agli organi di polizia locale per effettuare nelle scuole corsi di educazione stradale , per il miglioramento della circolazione sulle strade ,  per la  segnaletica stradale e potenziamento degli interventi di sicurezza stradale, con particolare attenzione  alla tutela degli utenti piu’ deboli (pedoni ciclisti disabili bambini anziani ) .

Tali  quote vengono  determinate annualmente con delibera di Giunta,  con  obbligo di comunicazione al Ministero delle Infrastrutture per i comuni  aventi piu’ di 10.000 abitanti.

Il successivo comma 4 bis prevede che le quote destinate con delibera di Giunta (quindi sempre in ambito di ente locale)  puo’ essere destinata all’assunzione di personale stagionale a progetto.
In alcuna norma del Codice della Strada relativa alla destinazione dei proventi, per quanto in tempo di federalismo, si parla di destinazione alla previdenza integrativa in favore del personale della Polizia locale,  peraltro già esclusa da circolare del Ministero dell’Interno n. M/2413/37  del 21/11/2000.

Qualora il  Comune di Rieti e la Polizia Municipale volesse destinare i proventi derivanti dalle attivita’ sanzionatorie all’uso previsto dalle norme, le stesse forniscono diverse indicazioni in tal senso e per non andar lontano basterebbe già pensare allo stato  della maggior parte dei manti stradali delle vie comunali, assolutamente indecorosi per un capoluogo di provincia.  Vi saluto cordialmente .

Valeria Pitoni  Segretario Provinciale UIL PA

Rieti 25/03/2010

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 17:41